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Antonella Napoli
dr.ssa

FAQ sulla floriterapia: domande frequenti sulle essenze floreali

Floriterapia

La floriterapia suscita spesso domande molto concrete: come si assumono le essenze, quante se ne possono utilizzare insieme, se contengono alcol, se possono essere associate ai farmaci, come vengono scelte e che cosa significa parlare di un’azione emozionale o vibrazionale. In questa pagina ho raccolto le domande che mi vengono poste più frequentemente durante le consulenze e i corsi, cercando di distinguere ciò che appartiene alla tradizione e alla pratica floriterapica dalle conoscenze scientifiche oggi disponibili.

Le risposte riguardano principalmente i Fiori di Bach, ma affrontano anche questioni comuni agli altri sistemi floreali. Quando le modalità di preparazione o di utilizzo cambiano da un repertorio all’altro, come accade per esempio con le essenze australiane, viene indicato esplicitamente. Per gli argomenti che richiedono un approfondimento troverai anche i collegamenti agli articoli e alle pagine dedicate.

Che cos’è la floriterapia



Come si usano le essenze floreali


Preparazione, conservazione e alcol


Sicurezza, farmaci e situazioni particolari

Come funzionano e come vengono scelti i fiori


Essenze floreali e animali






Come si assumono le essenze floreali?

Le modalità di assunzione possono cambiare a seconda del sistema floreale utilizzato.
Per i Fiori di Bach, e le Essenze californiane Fes quando si utilizza una miscela personale già preparata, l’indicazione tradizionale è di assumere 4 gocce almeno 4 volte al giorno. Le gocce possono essere messe direttamente in bocca oppure diluite in poca acqua. Più che concentrare molte gocce in un’unica assunzione, nella tradizione del sistema Bach viene considerata importante la regolarità con cui la miscela accompagna la persona durante la giornata. Nei momenti emotivamente più intensi le assunzioni possono essere ravvicinate. Il Bach Centre precisa infatti che aumentare il numero di gocce in una singola dose non rende il rimedio più «forte», mentre è utile aumentare la frequenza.
È preferibile evitare che la pipetta tocchi direttamente la bocca o la lingua, soprattutto per non contaminare il contenuto della bottiglietta.
Per le Australian Bush Flower Essences, Ian White indica generalmente 7 gocce al risveglio e 7 prima di coricarsi. Ogni sistema floreale possiede comunque proprie indicazioni di preparazione e utilizzo, per cui è utile fare riferimento al repertorio specifico.



Come si prepara una miscela di Fiori di Bach?

Per preparare una miscela personale di Fiori di Bach si utilizza normalmente una boccetta con contagocce da 30 ml. Si inseriscono 2 gocce di ciascuna essenza scelta dalla stock bottle e si completa la bottiglietta con acqua minerale naturale non gassata. Se nella miscela viene utilizzata la combinazione d’emergenza già pronta, il Bach Centre indica 4 gocce della composizione anziché 2.
Non è indispensabile aggiungere brandy. Se la bottiglietta viene conservata al fresco, preferibilmente in frigorifero, una preparazione a base di acqua può mantenersi in buone condizioni per circa due o tre settimane. Quando la miscela deve essere portata frequentemente fuori casa o non può essere conservata al fresco, si può aggiungere circa un cucchiaino di brandy come conservante. In alternativa possono essere utilizzati aceto di mele o glicerina vegetale.
È utile scrivere sulla bottiglietta le essenze utilizzate e la data di preparazione. Se cambiano odore, colore o aspetto della soluzione, è preferibile preparare una nuova miscela.
Queste indicazioni riguardano specificamente il sistema dei Fiori di Bach. Gli altri repertori floreali possono prevedere diluizioni e modalità di preparazione differenti.


I fiori funzionano solo se io ci credo? il loro effetto è semplicemente spiegabile con l'effetto placebo?

È una domanda più complessa di quanto possa sembrare e, allo stato attuale, la ricerca non permette una risposta definitiva.
Alcuni studi controllati, soprattutto quelli analizzati nelle revisioni sistematiche del 2009 e del 2010, non hanno riscontrato differenze significative tra Fiori di Bach e placebo. La letteratura successiva, tuttavia, comprende anche risultati differenti. Uno studio randomizzato e controllato sull’utilizzo esterno dei Fiori di Bach nella sindrome del tunnel carpale ha rilevato risultati favorevoli alla crema contenente le essenze su diversi parametri clinici; un successivo studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo su 81 adulti con ansia moderata o elevata ha riscontrato nel gruppo trattato con essenze floreali una riduzione significativamente maggiore dell’ansia e differenze anche in altri parametri misurati. Si tratta di risultati interessanti, che richiedono ulteriori studi e replicazioni.
Esiste inoltre una difficoltà metodologica specifica nello studio della floriterapia: il metodo tradizionale è individualizzato. Due persone che presentano lo stesso sintomo possono vivere emozioni molto diverse e ricevere quindi essenze differenti. Standardizzare un trattamento di questo tipo all’interno di un protocollo sperimentale è più complesso che somministrare a tutti lo stesso prodotto per lo stesso sintomo.
Proprio per questo sono interessanti le ricerche sull’applicazione locale e sul Principio Transpersonale, dove è possibile lavorare su caratteristiche più osservabili e condivise del sintomo e costruire protocolli maggiormente standardizzati. È il tema che ho approfondito anche nel mio lavoro sui Fiori di Bach applicati ai diversi tipi di dolore.
L’osservazione dell’utilizzo delle essenze anche con bambini molto piccoli e animali pone inoltre interrogativi interessanti rispetto al ruolo dell’aspettativa cosciente, pur non rappresentando, da sola, una dimostrazione scientifica dell’efficacia specifica delle essenze.
In sintesi, ridurre oggi tutta la floriterapia al solo effetto placebo è una conclusione troppo semplice; allo stesso tempo, le evidenze disponibili non consentono ancora di affermare che l’efficacia specifica e il meccanismo d’azione delle essenze siano stati definitivamente dimostrati.

Per un approfondimento guarda gli articoli:


I Fiori di Bach e gli altri repertori floreali, sono prodotti omeopatici?

No. Floriterapia e omeopatia sono due sistemi differenti, anche se Edward Bach conobbe e praticò l’omeopatia durante il proprio percorso professionale e ne fu influenzato.
Le essenze di Bach vengono preparate attraverso il metodo del sole o il metodo della bollitura. Nel primo caso i fiori vengono posti sulla superficie dell’acqua ed esposti alla luce solare; nel secondo le parti della pianta vengono bollite in acqua. Alla preparazione ottenuta viene successivamente aggiunto brandy come conservante e, attraverso ulteriori diluizioni, vengono realizzate le stock bottle.
L’omeopatia segue invece propri principi di preparazione, diluizione e dinamizzazione, compresa la succussione. I rimedi floreali non vengono preparati secondo questa procedura.
Anche alcune indicazioni tradizionalmente associate all’omeopatia, come evitare caffè o dentifricio in prossimità dell’assunzione, non appartengono al sistema Bach. Il Bach Centre indica esplicitamente che le essenze possono essere assunte anche insieme a tè, caffè e altre bevande.


Cosa significa dire che le essenze floreali agiscono a livello vibrazionale?

Il termine «vibrazionale» appartiene alla cornice teorica e tradizionale della floriterapia. Viene utilizzato per descrivere l’idea che la preparazione floreale conservi e trasmetta una qualità informativa della pianta capace di entrare in relazione con determinati stati emotivi e processi interiori della persona.
In questa prospettiva le essenze non vengono considerate farmaci e il loro utilizzo non è basato sulla somministrazione di una dose farmacologicamente attiva di un principio vegetale per modificare direttamente un sintomo fisico.
A livello scientifico, parlare di «vibrazione» in floriterapia non significa che sia stata identificata una particolare frequenza fisica misurabile dell’essenza o che sia stato dimostrato un determinato meccanismo biofisico attraverso il quale essa agirebbe nell’organismo. Il possibile meccanismo d’azione delle essenze floreali rimane ancora da chiarire.


Le essenze floreali hanno controindicazioni o effetti collaterali?

Le essenze floreali sono preparazioni fortemente diluite e negli studi disponibili sono stati riportati pochi eventi avversi; tuttavia preferisco evitare l’affermazione assoluta secondo cui «non possono avere alcuna controindicazione». Anche una preparazione molto semplice contiene componenti che devono essere considerate. Le precedenti revisioni della letteratura hanno giudicato i Fiori di Bach di norma sicuri sulla base dei dati disponibili, sottolineando contemporaneamente la limitatezza delle evidenze sulla sicurezza.
Il principale elemento a cui prestare attenzione è l’alcol utilizzato come conservante in molte stock bottle e preparazioni commerciali. Questo può essere rilevante per bambini molto piccoli, gravidanza, persone che devono evitare completamente l’alcol, alcune condizioni mediche o specifiche terapie farmacologiche. Esistono prodotti conservati in glicerina e le miscele personali possono essere preparate senza aggiungere ulteriore brandy.
Vanno inoltre considerate eventuali allergie o sensibilità agli eccipienti presenti nel prodotto utilizzato.


Approfondisci:


Si possono prendere le gocce anche dopo aver fumato una sigaretta, aver usato dentifricio o bevuto caffè o alcolici? questo puo’ influire sulla loro efficacia?

Non esistono nel sistema Bach le restrizioni alimentari talvolta associate alla tradizione omeopatica. Le essenze possono essere assunte indipendentemente dai pasti e il Bach Centre specifica che possono essere aggiunte anche direttamente a tè, caffè o altre bevande.
Non è quindi necessario aspettare un intervallo preciso dopo essersi lavati i denti o aver bevuto caffè.


Le essenze dei fiori contengono alcool?

Molte preparazioni commerciali sì. Nei Fiori di Bach tradizionali il brandy viene utilizzato come conservante durante la preparazione e nelle stock bottle. Quando poche gocce della stock bottle vengono ulteriormente diluite nella boccetta personale da 30 ml, la quantità di alcol presente nella singola dose diventa molto piccola.
Esistono tuttavia preparazioni commerciali conservate in glicerina vegetale e una miscela personale può essere preparata senza aggiungere brandy, utilizzando acqua e conservandola al fresco.
Chi deve evitare completamente l’alcol per ragioni mediche, farmacologiche, personali o legate a una dipendenza pregressa dovrebbe controllare sempre la composizione del prodotto e, in caso di dubbio, parlarne con il proprio medico o farmacista


Esiste un'alternativa al brandy nella miscela da somministrazione?

Sì. Il brandy viene aggiunto alla miscela personale principalmente per aiutare a conservare l’acqua, soprattutto quando la bottiglietta viene portata in giro e non può essere mantenuta al fresco.
La miscela può essere preparata anche soltanto con acqua e conservata in frigorifero. Come alternative al brandy possono essere utilizzati aceto di mele oppure glicerina vegetale. Il Bach Centre indica normalmente circa un cucchiaino di conservante per una boccetta personale.
La presenza o assenza del conservante non modifica la scelta delle essenze; riguarda principalmente la conservazione della preparazione.


Posso prendere i fiori se sto assumendo medicinali?

Le essenze floreali vengono generalmente utilizzate come strumento complementare e non sono note, nell’uso abituale, specifiche interazioni farmacologiche con i medicinali. Anche il Bach Centre indica che normalmente vengono utilizzate insieme alle terapie farmacologiche. La principale attenzione riguarda nuovamente l’alcol presente in alcune preparazioni, soprattutto quando il farmaco assunto è incompatibile con l’alcol o il medico ha dato indicazione di evitarlo completamente.
Questo non significa però che le essenze possano sostituire il farmaco o che l’assunzione di una miscela permetta di modificarne autonomamente il dosaggio. Una terapia prescritta deve essere modificata o interrotta soltanto insieme al medico che la segue.
Approfondimento: Fiori di Bach: Esistono pericoli, controindicazioni, incompatibilità ed effetti collaterali?


I fiori si possono usare anche per i bambini? e per i neonati?

Nella tradizione floriterapica le essenze vengono utilizzate anche con i bambini, scegliendole sulla base del loro vissuto emotivo e del comportamento osservabile: paure, difficoltà legate a un cambiamento, gelosia per l’arrivo di un fratellino, insicurezza, adattamento alla scuola, separazioni e altri momenti della crescita.
Con bambini molto piccoli è particolarmente importante considerare la presenza di alcol nella preparazione. Si possono scegliere prodotti adatti o preparazioni fortemente diluite e prive di ulteriore brandy.
Anche con i bambini le essenze accompagnano gli aspetti emotivi e non sostituiscono la valutazione pediatrica quando sono presenti sintomi fisici o difficoltà persistenti.


Posso usare i fiori durante la gravidanza?

La floriterapia viene tradizionalmente utilizzata anche durante la gravidanza per accompagnare gli stati emotivi che possono emergere in un periodo di grandi cambiamenti: paure legate alla gravidanza o al parto, difficoltà nell’adattarsi alle trasformazioni del corpo, irritabilità, insicurezza o preoccupazioni per il futuro.
Il Bach Centre richiama però l’attenzione sull’alcol presente nella maggior parte delle stock bottle e suggerisce, durante la gravidanza, di utilizzare le essenze diluite in modo da ridurne la quantità a livelli minimi e di rivolgersi al medico o all’ostetrica in caso di dubbi.


E per quanto riguarda gli animali, posso usare i fiori?

Le essenze floreali vengono utilizzate anche con gli animali e, in questo caso, la scelta parte soprattutto dall’osservazione del loro comportamento e dalla situazione che stanno vivendo.
Un trasferimento, l’arrivo di un nuovo animale o di una persona in famiglia, la separazione, la paura dei temporali o dei rumori, lo stress legato al trasporto o alla visita veterinaria, una maggiore insicurezza dopo un cambiamento sono esempi di situazioni nelle quali la tradizione floriterapica prende in considerazione le essenze. Anche il Bach Centre raccomanda di selezionarle osservando lo stato emotivo dell’animale e il modo in cui reagisce ai cambiamenti dell’ambiente.
Per gli animali è preferibile utilizzare una preparazione molto diluita e con una quantità minima o assente di alcol, soprattutto nel caso di animali piccoli.

Le essenze possono accompagnare la componente emozionale di una esperienza di trauma o dolore, senza sostituire diagnosi o trattamento veterinario. Anche il Bach Centre oggi formula esplicitamente questa distinzione.


Quanti fiori si possono usare contemporaneamente?

Non esiste un numero «tossico» oltre il quale una miscela diventi pericolosa; il criterio principale è la precisione della scelta.
Nel sistema Bach viene generalmente suggerito di lavorare con non più di sei o sette essenze contemporaneamente, concentrandosi sugli stati emotivi che sono realmente presenti e significativi in quel momento. Lo stesso Bach utilizzò occasionalmente un numero maggiore di rimedi, per cui sei o sette rappresentano un orientamento pratico e non una regola assoluta.
Quando sembra che servano dodici, quindici o venti fiori, è utile chiedersi quali appartengano davvero al presente, quali descrivano aspetti secondari e quali esprimano invece differenti sfumature dello stesso problema.
Una miscela con pochi fiori ben scelti rende generalmente più leggibile anche il percorso: permette di comprendere che cosa sta cambiando e, successivamente, di modificare la composizione quando emerge un nuovo livello del vissuto.
Gli altri sistemi floreali possono avere criteri diversi e molte composizioni australiane o californiane, per esempio, sono state formulate appositamente come combinazioni di più essenze.


Se i 38 fiori comprendono i principali stati emotivi umani, perchè non prenderli tutti insieme? Così sono sicura di prendere quello giusto.

Perché il senso della floriterapia di Bach sta proprio nella scelta individuale.
I 38 rimedi descrivono modalità emotive differenti e la domanda non è semplicemente «quale di questi stati mi appartiene almeno un po’?». Molte persone potrebbero riconoscersi, leggendo le descrizioni, in una grande quantità di fiori. Occorre invece capire quali stati siano realmente attivi e significativi nel momento presente e quale dinamica stia chiedendo maggiore attenzione. Anche il Bach Centre suggerisce di restringere la scelta concentrandosi sulle emozioni attuali e maggiormente rilevanti.
Assumere tutti i 38 rimedi eliminerebbe proprio questa funzione discriminativa e trasformerebbe un sistema costruito sull’individualizzazione in una formula identica per chiunque.
La semplicità cercata da Bach riguarda anche questo: osservare la persona, riconoscere ciò che sta vivendo e scegliere ciò che le corrisponde in quel momento.


Si può esagerare con le dosi? è grave per esempio, bere tutto in una volta il flacone della miscela?

Assumere più gocce contemporaneamente non viene considerato, nel sistema Bach, un modo per aumentarne l’effetto. Il Bach Centre indica piuttosto di mantenere la dose abituale e, quando la situazione emotiva lo richiede, aumentare la frequenza delle assunzioni.
Bere intenzionalmente l’intero flacone non offre alcun vantaggio e va evitato. Se viene ingerita accidentalmente una quantità importante di una preparazione contenente alcol, soprattutto da parte di un bambino, è opportuno chiedere indicazioni al medico o a un servizio sanitario.


Una combinazione di fiori sbagliata, può peggiorare la situazione o rafforzare un blocco emotivo?

Secondo il modello tradizionale di Bach, un rimedio scelto erroneamente non dovrebbe generare nella persona lo stato negativo che quel fiore descrive. Il Bach Centre sostiene che, quando un’essenza non corrisponde allo stato della persona, semplicemente non produce il cambiamento ricercato e che assumere un rimedio per troppo tempo non provoca il suo «polo negativo».
Questo concetto va però distinto da un’altra situazione: se durante l’utilizzo delle essenze il malessere emotivo o fisico aumenta, non è corretto attribuire automaticamente il peggioramento a una presunta «crisi di guarigione». Occorre osservare che cosa sta accadendo, rivalutare la miscela e, quando il cambiamento riguarda la salute fisica o psicologica, rivolgersi al professionista appropriato.
La floriterapia dovrebbe accompagnare la persona a comprendere meglio ciò che sta vivendo, senza trasformare qualsiasi peggioramento in una prova del fatto che «il fiore sta funzionando».


Se ho problemi simili a quelli di un'altra persona, posso prendere gli stessi fiori? La combinazioni già pronte possono essere utili?

Due persone possono avere lo stesso problema esterno e vivere esperienze interiori completamente differenti. È uno dei principi fondamentali della floriterapia.
Un bambino può rifiutarsi di andare a scuola perché teme alcuni compagni; un altro perché soffre la separazione da casa; un altro ancora perché si sente incapace di affrontare le richieste scolastiche. Il comportamento osservabile è simile, mentre paura, nostalgia e mancanza di fiducia rimandano a configurazioni emozionali differenti.
Per questo una miscela personalizzata permette una maggiore precisione.
Ciò non significa però che tutte le combinazioni già pronte siano prive di significato. Alcuni sistemi floreali hanno sviluppato miscele costruite intenzionalmente intorno a esperienze o temi comuni e possono essere utilizzate come formula generale.
La differenza sta nel livello di individualizzazione: una composizione pronta parte da una configurazione generale; una miscela personale viene costruita sul modo particolare in cui quella persona sta vivendo la propria esperienza.


Soffro di allergie e sono molto sensibile alle sostanze vegetali. Come posso sapere se sono allergica a qualche essenza?

Le preparazioni floreali sono molto diluite, tuttavia chi soffre di allergie importanti dovrebbe controllare l’intera composizione del prodotto, compresi brandy, glicerina, eventuali conservanti ed eccipienti, e rivolgersi al produttore quando è necessario sapere se possono essere presenti tracce di sostanze specifiche.
Il Bach Centre, per esempio, precisa che il rimedio Walnut viene preparato dai fiori dell’albero e non dalla noce, ma raccomanda comunque, in presenza di una particolare allergia, di chiedere indicazioni al medico e al produttore del marchio utilizzato. Ricorda inoltre che le preparazioni a base di brandy devono essere evitate da chi è allergico all’alcol.
La stessa attenzione vale per i prodotti da applicare sulla pelle: una reazione potrebbe dipendere dall’essenza, dal conservante, dalla base cosmetica, dagli oli essenziali o da un altro componente della formulazione. In una persona con una storia di reazioni allergiche importanti è quindi preferibile verificare preventivamente il prodotto.


Prendere i fiori per molto tempo crea assuefazione? Si può diventare dipendenti?

Le essenze floreali non sono farmaci che producono tolleranza o dipendenza farmacologica e nel sistema Bach non è previsto un progressivo aumento della dose né una sospensione graduale. Quando lo stato per il quale un’essenza era stata scelta non è più presente, il Bach Centre suggerisce semplicemente di interromperla o di rivalutare la miscela.
Questo non significa che una miscela debba essere continuata indefinitamente. In un percorso floriterapico ha senso fermarsi periodicamente e osservare che cosa è cambiato: alcuni fiori possono non essere più necessari, altri stati possono essere emersi e, a volte, può essere utile interrompere del tutto.
Come per molti strumenti di benessere, può inoltre svilupparsi un’abitudine psicologica al gesto o alla rassicurazione rappresentata dalla bottiglietta. Anche questo è un elemento interessante da osservare, perché l’obiettivo del percorso dovrebbe favorire una crescente consapevolezza delle proprie risorse, e non la sensazione di non poter affrontare la vita senza avere sempre con sé una miscela.


I fiori possono non funzionare?

Sì, può accadere che una persona non osservi il cambiamento atteso. Nel lavoro floriterapico questo può portare innanzitutto a rivedere la scelta delle essenze. Può essere stato selezionato un fiore sulla base del problema visibile senza aver colto l’emozione che lo sostiene; lo stato della persona può essere cambiato; una dinamica inizialmente secondaria può essere diventata centrale; oppure la miscela può essere troppo ampia e poco focalizzata.
La floriterapia lavora sul vissuto emotivo e, quando viene utilizzata all’interno di un percorso più ampio, una mancata risposta può essere un’informazione utile per riconsiderare ciò di cui quella persona ha bisogno in quel momento.

Informazioni importanti sulla floriterapia
La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 00135428886 Iscrizione OPL 16607
d.ssa Antonella Napoli
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